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Siore e Siori, benvenuti in questo blog del cazzo. Chiedo venia per esser stato colpevolmente assente, e dico “colpevolmente” perché la mia scusa è che sono stato su facebook un sacco e una sporta, complice lo sbrosbroc generale che si è scatenato in questi giorni per l’anniversario dell’11 Settembre.

Eppure normalmente sono io che trollo gli altri… Domenica scorsa, invece, sono stato vittima io di un troll da antologia. Tutto è nato a causa di un mio commento, neanche a dirlo, a proposito delle tesi complottiste:

Questo ha causato la reazione veemente di un tale:

Il commento è legittimo, chiedi chiarimenti e chiarimenti avrai:

È quello che succede dopo che è sbagliato:

Il seguito, che risparmio, è una salva di commenti idioti, pieni di cose che non c’entrano nulla con l’argomento, affermazioni false e domande tendenziose.

Tutto questo, mentre ieri stavo allo stadio a correre, mi ha ispirato una riflessione a proposito delle discussioni su internet, riflessione che vado ora a condividere con magno gaudio di tutti lor Siore e Siori (yawn!):

  1. quello che è debunkato è debunkato – perché discutere di tesi già abbondantemente debunkate? Perché impelagarsi in infinite discussioni con complottisti, sciachimisti e farlocchi vari? Che quando i testadigggeova ti fermano per strada ti metti a discutere con loro? No! E allora?!?
  2. non dar da mangiare agli animali – alcuni animali, e mi riferisco in particolare ai troll, si cibano dell’incazzatura altrui. Devo dire che il mio troll stavolta è rimasto piuttosto a secco, perché i miei commenti sono stati pochi e (relativamente) brevi. E pensare che ha provato di tutto: ha incalzato con le domande, ha commentato varie volte di seguito, ha copincollato furiosamente, si è dilungato in risposte dettagliate ma, incredibile a dirsi, mi ha fatto appena appena sorridere;
  3. le battaglie (su facebook) non si vincono mai – non importa quanto bene argomenti, non riuscirai mai a far cambiare idea a colui con cui stai discutendo su facebook. E perché dovresti? Dopotutto le informazioni che tu dai per scontato sono ampiamente disponibili su internet e, ciò nonostante, il farlocco di turno si rifiuta di accettarle, dice che le foto sono taroccate, le testimonianza falsate, la stampa manipolata e la politica corrotta (oddio, quest’ultima…)
  4. la parabola della montagna (di merda) – non importa quanto veloce sai spalare, chi accumula merda sarà sempre più molto veloce di te. Il motivo è semplice: qualunque farlocco ignorante è in grado di sparare domande a raffica su un argomento come il 9/11, mentre rispondere adeguatamente richiede conoscenze specifiche che nessuno è in grado di produrre. Inoltre le domande possono essere false in principio (“il buco sul pentagono era largo solo 5 metri”) mentre le risposte devono essere veritiere (era largo 35 metri) e corredate di foto che però regolarmente non vengono accettate;
  5. chi insulta perde – d’ora in poi applicherò la regola che chi insulta si becca un “hai perso” e la discussione finisce lì. Punto, game, match.

Comunque, dopo un po’ mi sono dilettato a prenderlo in giro. Credo di aver raggiunto l’apice con questo:

Vabbuo’ ya, tanto lo so che alla fine venite tutti qua per vedere qualche donnina nuda.