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Stamattina stavo andando al lavoro e sdraiato sul marciapiede a due passi da casa ho visto un tipo, motorino riverso di fianco, macchie di sangue dappertutto e una piega sulla gamba destra in un punto e ad un angolo che non dovrebbe esistere. Probabilmente era appena stato investito da un’auto, c’erano un paio di persone attorno a lui e altre si stavano avvicinando quindi ho tirato dritto, tra l’altro non avrei potuto fare un cazzo che’ non parlo nemmeno la lingua.

Quando arrivi in Grecia, il traffico e’ una delle prime cose che ti colpiscono. Atene e’ congestionata, ma vabbe’ la meta’ dei Greci abitano li’ quindi e’ anche normale. No, la cosa che colpisce di piu’ e’ la gente che aspetta a bordo strada per attraversare. Nessuno, dico essuno azzarda un attraversamento. Mai, never, jamais!

Il motivo e’ facile da capire: il Greco non sa guidare. Non si ferma agli stop, non da’ la precedenza, parcheggia male e dove gli pare. Chi deve attraversare si raccomanda l’anima a gesuggristo e a belzebub visto che c’e’ e aspetta che la strada sia deserta come Los Alamos la mattina del 16 luglio 1945.

Non e’ un caso che la Grecia sia la nazione europea con le peggiori statistiche, e per questo giustamente i pedoni si cagano sotto al momento di attraversare.

Altre cose strane

– nelle rotonde, chi sta sulla rotonda deve dare precedenza a chi si immette, a meno che questo non abbia uno stop. Che pero’ chi e’ in rotonda non ha modo di vedere, quindi si rischia di fare un incidente ad ogni rotonda, anche perche’ non si ferma mai nessuno, a prescindere da stop e precedenze.

– Al semaforo, se puoi girare a destra o a sinistra c’e’ una freccia gialla lampeggiante che ti dice “gira, ma fai attenzione e dai la precedenza”. Tze, pia illusione!

– Se guidando, ad un certo punto, Il Greco prima di te mette le quattro frecce, sappi che sta per parcheggiare. Il che vuol dire anche mollare la macchina li’ dov’e’.

Da quando sono qui h assistito a una media di un incidente al mese. Se consideri che normalmente faccio 4 km per andare al lavoro e 4 per tornare, non e’ mica poco.

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