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Generalmente, il cibo in Grecia non e’ un problema: entri nel primo ristorante che ti capita, ti avvicini al bancone e indichi quello che vuoi mangiare. Se il ristorante e’, tipo quelli italiani, senza bancone, vuol dire che hanno un menu bilingue e magari con le foto: in entrambi i casi sei a cavallo.

Io prendo spesso l’insalata greca (choriatiki), con pomodoro, lattuga, cipolla, cetriolo, peperone e una bella fetta di formaggio feta: e’ buona, fresca e costa poco. Altrimenti una bistecca (brisola) di manzo (boei) o maiale (chirino), con cicoria lessa (chorta) o patate fritte (patates tiganites) o insalata di pomodori (tomatosalata).

O magari del pesce: un’orata alla griglia (tsipura psita) o sardine (sardeles), acciughe (gavros) fritte o marinate o del baccala’ (bakaliaro).

Se vai in un ristorante di pesce come si deve, chiedi il saganaki midia: una zuppetta di cozze (midia) con salsa di pomodoro e formaggio graviera. Il saganaki viene fatto anche di gamberi (garides), ma fai attenzione perche’ se non specifichi ti portano il saganaki semplice, che non e’ altro che formaggio fritto. Poi calamari fritti (kalamaria tiganita), polpo lesso (ktapodi vrasto) o arrosto (ktapodi psito)

Per accompagnare, oltre all’insalata greca e al tzatziki, prova la crema di melanzane(melizanosalata).

I dolci, per finire: l’influenza della dominazione turca si sente eccome, perche’ i dolci sono, appunto, estremamente dolci. Ce ne sono tanti, i tradizionali sono a base di miele e mandorle o noci. Io pero’, quando devo, prendo lo yogurt con miele e noci tritate: fantastico.

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Si parlava di cibo, quindi.
Innanzitutto devi sapere che puoi mangiare in un estiatorio * (ristorante) oppure in una taverna (trattoria). Il primo è generalmente più caro del secondo, ma non necessariamente migliore. Oppure puoi provare una psarotaverna, ossia un ristorante specializzato in pesce. I prezzi sono piuttosto variabili, per cui ti consiglio di leggere il menu coni prezzi, ammesso che riesca a districarti tra le lettere dell’alfabeto greco. Il pesce è piuttosto caro, intorno ai 25-30 euro a pasto, considerando che sostanzialmente mangi pesce arrosto o fritto.
Se vuoi spendere poco puoi sempre andare a mangiare un suvlaki: per circa 2 euro puoi mangiarne uno di maiale (chirino **) o pollo (kotopulo), con insalata, pomodoro, cipolle e patate fritte e avvolto in un pane piatto (pita): in pratica è quello che in Italia si chiama kebab, tranne che il kebab è riempito dentro, il suvlaki e’ avvolto. Il suvlaki di pollo ha una cucchiaiata di maionese, quello di maiale una di tzatziki: questa è una salsa fantastica, e ti consiglio di ordinarne una porzione ovunque tu vada a mangiare. E’ una salsa a base di yogurt greco, cetriolo grattugiato, aglio e olio di oliva. Ho specificato yogurt greco perché è completamente diverso da quello che si trova in Italia, molto più denso, compatto e con un sapore migliore. Attenzione alla fregatura: a volte ordinando un suvlaki ci si vede recapitare un piatto, con molta più roba ma anche molto più caro, in certi menù l’ho visto a più di 10 euro.
Se al suvlaki ci aggiungi due kalamaki, spiedini di pollo o maiale alla griglia con origano e limone, e una birra, pasteggi con 5-6 euro: mica male!

A proposito di birra, anche la Grecia ha le sue marche: Fix (buona, amarognola), Alfa (di sapore molto leggero), Mithos (buona, tipo Heineken), Kaiser (buona, molto amara). Altrimenti trovi dappertutto Amstel e Heineken.
Se invece vuoi mangiare qualcosa di meglio, leggi il prossimo post.

* d’ora in poi le parole greche saranno scritte come si pronunciano
** la si pronuncia raschiata

Inizio con questa una serie di post per spiegare come sopravvivere in Grecia. I bisogni essenziali sono gli stessi che si hanno in qualunque parte del mondo: mangiare, trombare e non farsi ammazzare.

Iniziamo oggi col primo punto, ossia il cibo. Innanzitutto cosa non mangiare, ossia la pasta. Io non capiro’ mai gli Italiani all’estero che per prima cosa cercano la pasta, come se non esistesse altro nella vita mangereccia di un essere umano, come se non mangiassero ogni giorno, nella propria madrepatria, la migliore pasta che si possa desiderare. Il problema, in Grecia, e’ che la pasta e’ un piatto comune, che pero’ e’ completamente diverso da quello che siamo abituati noi. In una parola, e’ scotta. Ora, io la pasta la mangio in ogni modo, col sugo e con la panna, con la carne e col pesce, ma comunque sia fatta, deve essere sempre al dente. Non quella roba molliccia, viscida e glutinosa che questi Greci sono adusi consumare.

Ricordo ancora il mio primo incontro con la pasta greca: ero nell’aereo per Atene e hanno servito la cena, tra cui un piccolo vassoio di alluminio contenente della pasta, tipo semini, in salsa di pomodoro e con sopra due pezzetti di carne di manzo (credo/spero). Per fame mangiai la carne, fibrosa ma saporita, cercando di sopprimere lo stimolo di vomitare dato dall’improvvido assaggio di un paio di pezzetti di pasta!

Messo in chiaro questo, parliamo ora di cosa mangiare realmente.

Anzi no, ne parlo nel prossimo post J