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E sorse l’alba su un nuovo giorno in quel di Atene e, nonostante la sveglia più che mattutina, fu un buon risveglio. Forse per merito della colazione che mi aspettava. Pantagruelica, luculliana, bistecconegaleazziana invero anzichenò!

Frutta, yogurt, croissants, torte, succhi e mi fermo qui che sto iniziando a sbavare sulla tastiera. Io, tipo che si pregia di pranzare in 10 minuti scarsi, capace di ingoiare i bocconi interi quando in preda ai morsi della fame più nera, ossia sempre, sono rimasto seduto per mezz’ora davanti a cotanto spettacolo di colazione!

Poi ho fatto il checkout e mi sono seduto nella hall ad aspettare la persona che sarebbe dovuta venire a prendermi. 7 e mezzo, 8, 8 e mezzo, la chiamo e non risponde, 8  e 3 quarti, richiamo, non risponde, 9 meno 5′, provo di nuovo ‘hello’ ‘hello Fuurio’s speaking, I’m waiting for somebody to come to pick me up at the hotel’ ‘I’m sorry but since you’re quite far away from here, nobody can come there. please take a taxi’ te lo dico io dove devi prendere il taxi brutto puttanone ‘no, I’ve got a car I’ll come there by my own. I’ll call you when I’ll be there. bye’ ‘bye’

E certo che il puttanone avrebbe potuto avvisarmi per tempo. Comunque niente panico, ho risfoderato il fido Tomtom, che adesso gode della mia più incondizionata stima, e mi sono messo per strada. Sono arrivato senza problemi, alla fine del percorso sarebbe stato sufficiente seguire le flare e l’odore di hamburger fritto dell’acido solforico riciclato. L’unico problema ce l’ho avuto quando il puttanone, al telefono, ha cercato di farmi arrivare fin dentro gli uffici, cosa ben al di là delle mie capacità, e che si è risolta solo quando si è degnata di prendere la macchina e andare fino al gate dove stavo aspettando impalato come un souvlaki!