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Si parlava di cibo, quindi.
Innanzitutto devi sapere che puoi mangiare in un estiatorio * (ristorante) oppure in una taverna (trattoria). Il primo è generalmente più caro del secondo, ma non necessariamente migliore. Oppure puoi provare una psarotaverna, ossia un ristorante specializzato in pesce. I prezzi sono piuttosto variabili, per cui ti consiglio di leggere il menu coni prezzi, ammesso che riesca a districarti tra le lettere dell’alfabeto greco. Il pesce è piuttosto caro, intorno ai 25-30 euro a pasto, considerando che sostanzialmente mangi pesce arrosto o fritto.
Se vuoi spendere poco puoi sempre andare a mangiare un suvlaki: per circa 2 euro puoi mangiarne uno di maiale (chirino **) o pollo (kotopulo), con insalata, pomodoro, cipolle e patate fritte e avvolto in un pane piatto (pita): in pratica è quello che in Italia si chiama kebab, tranne che il kebab è riempito dentro, il suvlaki e’ avvolto. Il suvlaki di pollo ha una cucchiaiata di maionese, quello di maiale una di tzatziki: questa è una salsa fantastica, e ti consiglio di ordinarne una porzione ovunque tu vada a mangiare. E’ una salsa a base di yogurt greco, cetriolo grattugiato, aglio e olio di oliva. Ho specificato yogurt greco perché è completamente diverso da quello che si trova in Italia, molto più denso, compatto e con un sapore migliore. Attenzione alla fregatura: a volte ordinando un suvlaki ci si vede recapitare un piatto, con molta più roba ma anche molto più caro, in certi menù l’ho visto a più di 10 euro.
Se al suvlaki ci aggiungi due kalamaki, spiedini di pollo o maiale alla griglia con origano e limone, e una birra, pasteggi con 5-6 euro: mica male!

A proposito di birra, anche la Grecia ha le sue marche: Fix (buona, amarognola), Alfa (di sapore molto leggero), Mithos (buona, tipo Heineken), Kaiser (buona, molto amara). Altrimenti trovi dappertutto Amstel e Heineken.
Se invece vuoi mangiare qualcosa di meglio, leggi il prossimo post.

* d’ora in poi le parole greche saranno scritte come si pronunciano
** la si pronuncia raschiata

Athens day 1

Pubblicato: 30 novembre 2010 in Senza categoria
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Ed eccomi ancora una volta in viaggio. Stavolta sono in Grecia, e già ti sento a dire che bello. Già, peccato che, come sempre, sono in viaggio di lavoro. Mi sono stati già prospettati turni da 58 ore settimanali, che lasceranno giusto la domenica per potersi fare i cazzi propri. Ovvero, per ovvii motivi di tempo, visitare Atene.

Per ora sono nella hall dell’albergo Melia, proprio al centro della città, con una fantastica visuale sul Partenone e sui cumuli di munnezza. Il giorno prima di partire mi stavo discretamente cagando addosso dalla paura, perché all’aeroporto ho dovuto noleggiare un’auto per una settimana. Con questa, una poderosa Matiz a cui il rebranding Chevrolet non ha aggiunto nulla, mi sono recato alla sede centrale della Hertz per discutere il leasing di una vettura per tutto il 2011. Roba che il navigatore mi diceva “tra 200m arrivo” ma io ero su una strada tutta buche, con capannoni di loschi meccanici truffaldini ad albo i lati e mi chiedevo MA DOVE CAZZO MI STAI PORTANDO TOMTOM DI MERDA?!?

E invece no, sono arrivato nel posto giusto, e dopo la chiacchierata rituale (a.k.a. vedemose in da fazza!) sono andato all’hotel. Quindi, per la prima volta nella mia vita, ho noleggiato un’automobile e guidato in autostrada. E guidato a Napoli, inoltre. Che però non so se Napoli è così, ma io così me la immagino, incolonnato al semaforo con motorini che sfrecciano da tutte le parti, cassonetti straripanti immondizia, nessun parcheggio (gratuito), solo un flusso continuo, inarrestabile di uomini e motori.

Però l’hotel è bello e lussuoso. Anche troppo, ragion per cui la cena ho preferito farla fuori. Verso la 8 di sera sono uscito e ho fatto un giro attorno allo stabile, poi un giro più largo, fino a quando ho trovato una stradina pedonale illuminata da lampade al sodio e, a alla fine di questa, un locale con dei simpatici tavolini. Così ho gustato il mio primo gyro greco, che poi è un kebab. Con un’importante differenza: essendo europeo, l’ho preso con carne di porco e l’ho annaffiato con una poderosa boccalata di birra bionda di produzione greca. Più un piattone di formaggio al peperoncino. Totale: 7 euro e 50, ma ho lasciato 10 euro perché la cameriera mi ha portato il pane extra senza chiedermi nulla in più e perché il cuoco ha scacciato un indianino che mi voleva vendere le rose (com’è piccolo il mondo alle volte, eh?)

A proposito, qui gli indianini vendono i dvd porno ai semafori. CGDM!