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E sorse l’alba su un nuovo giorno in quel di Atene e, nonostante la sveglia più che mattutina, fu un buon risveglio. Forse per merito della colazione che mi aspettava. Pantagruelica, luculliana, bistecconegaleazziana invero anzichenò!

Frutta, yogurt, croissants, torte, succhi e mi fermo qui che sto iniziando a sbavare sulla tastiera. Io, tipo che si pregia di pranzare in 10 minuti scarsi, capace di ingoiare i bocconi interi quando in preda ai morsi della fame più nera, ossia sempre, sono rimasto seduto per mezz’ora davanti a cotanto spettacolo di colazione!

Poi ho fatto il checkout e mi sono seduto nella hall ad aspettare la persona che sarebbe dovuta venire a prendermi. 7 e mezzo, 8, 8 e mezzo, la chiamo e non risponde, 8  e 3 quarti, richiamo, non risponde, 9 meno 5′, provo di nuovo ‘hello’ ‘hello Fuurio’s speaking, I’m waiting for somebody to come to pick me up at the hotel’ ‘I’m sorry but since you’re quite far away from here, nobody can come there. please take a taxi’ te lo dico io dove devi prendere il taxi brutto puttanone ‘no, I’ve got a car I’ll come there by my own. I’ll call you when I’ll be there. bye’ ‘bye’

E certo che il puttanone avrebbe potuto avvisarmi per tempo. Comunque niente panico, ho risfoderato il fido Tomtom, che adesso gode della mia più incondizionata stima, e mi sono messo per strada. Sono arrivato senza problemi, alla fine del percorso sarebbe stato sufficiente seguire le flare e l’odore di hamburger fritto dell’acido solforico riciclato. L’unico problema ce l’ho avuto quando il puttanone, al telefono, ha cercato di farmi arrivare fin dentro gli uffici, cosa ben al di là delle mie capacità, e che si è risolta solo quando si è degnata di prendere la macchina e andare fino al gate dove stavo aspettando impalato come un souvlaki!

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Athens day 1

Pubblicato: 30 novembre 2010 in Senza categoria
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Ed eccomi ancora una volta in viaggio. Stavolta sono in Grecia, e già ti sento a dire che bello. Già, peccato che, come sempre, sono in viaggio di lavoro. Mi sono stati già prospettati turni da 58 ore settimanali, che lasceranno giusto la domenica per potersi fare i cazzi propri. Ovvero, per ovvii motivi di tempo, visitare Atene.

Per ora sono nella hall dell’albergo Melia, proprio al centro della città, con una fantastica visuale sul Partenone e sui cumuli di munnezza. Il giorno prima di partire mi stavo discretamente cagando addosso dalla paura, perché all’aeroporto ho dovuto noleggiare un’auto per una settimana. Con questa, una poderosa Matiz a cui il rebranding Chevrolet non ha aggiunto nulla, mi sono recato alla sede centrale della Hertz per discutere il leasing di una vettura per tutto il 2011. Roba che il navigatore mi diceva “tra 200m arrivo” ma io ero su una strada tutta buche, con capannoni di loschi meccanici truffaldini ad albo i lati e mi chiedevo MA DOVE CAZZO MI STAI PORTANDO TOMTOM DI MERDA?!?

E invece no, sono arrivato nel posto giusto, e dopo la chiacchierata rituale (a.k.a. vedemose in da fazza!) sono andato all’hotel. Quindi, per la prima volta nella mia vita, ho noleggiato un’automobile e guidato in autostrada. E guidato a Napoli, inoltre. Che però non so se Napoli è così, ma io così me la immagino, incolonnato al semaforo con motorini che sfrecciano da tutte le parti, cassonetti straripanti immondizia, nessun parcheggio (gratuito), solo un flusso continuo, inarrestabile di uomini e motori.

Però l’hotel è bello e lussuoso. Anche troppo, ragion per cui la cena ho preferito farla fuori. Verso la 8 di sera sono uscito e ho fatto un giro attorno allo stabile, poi un giro più largo, fino a quando ho trovato una stradina pedonale illuminata da lampade al sodio e, a alla fine di questa, un locale con dei simpatici tavolini. Così ho gustato il mio primo gyro greco, che poi è un kebab. Con un’importante differenza: essendo europeo, l’ho preso con carne di porco e l’ho annaffiato con una poderosa boccalata di birra bionda di produzione greca. Più un piattone di formaggio al peperoncino. Totale: 7 euro e 50, ma ho lasciato 10 euro perché la cameriera mi ha portato il pane extra senza chiedermi nulla in più e perché il cuoco ha scacciato un indianino che mi voleva vendere le rose (com’è piccolo il mondo alle volte, eh?)

A proposito, qui gli indianini vendono i dvd porno ai semafori. CGDM!