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Della birra ho gia’ parlato, e per riassumere posso dire che la migliore birra greca e’ la Heineken, quindi non rompero’ ulteriormente i coglioni con questa.

Parliamo del vino: caro e mediocre. Sul serio, prendi una caraffa di vino bianco (krasi aspro) o rosato (rose’) se vai in una psarotaverna a mangiare del pesce, ma altrimenti lascia perdere. Il vino rosso non e’ minimamente paragonabile a quello italiano per cui, fatti un favore, non berlo.

Col pesce ci sta bene il famoso ouzo (si pronuncia “uso”): liquore all’anice, meno dolce della sambuca, si beve mescolato con acqua e giaccio come aperitivo oppure per accompagnare crostacei e frutti di mare.

A fine pasto, inteso come il lasso di tempo che intercorre tra un pasto e l’altro, ci sta bene il tsipuro, acquavite di vinacce a bassa gradazione alcolica. A me piace la variante glicaniso, aromatizzata all’anice. Durante un fine settimana passato con alcuni colleghi nelle montagne del Peloponneso a fare trekking, ci abbiamo dato dentro con il tsipuro del nostro ospite senza patire nessuno dei tipici effetti collaterali dell’abuso d’alcol, ossia logorrea, visione doppia e voglia di infilare il pene in esseri viventi casualmente nei dintorni.

Mi hanno parlato bene anche del raki che bevono a Creta, praticamente un tsipuro ad alto numero di ottano, e del masticha, liquore prodotto con la resina di una pianta tipica di Chios: entrambi non li ho ancora assaggiati, ma conto di porre rimedio a questa gravissima mancanza nel piu’ breve tempo possibile.